15 Ottobre al grido di "#worldrevolution"!

Tutti conoscono il movimento degli "indignados" spagnoli. Non tutti però sanno che anche in Italia esistono gli indignati: Italian Revolution (IR) è un movimento nato nel 2008 nel nostro paese e in contemporanea con movimenti sparsi in tanti paesi nel mondo, Spagna inclusa. L'obiettivo è contestare e rovesciare l'attuale sistema liberale, vicino ai potenti e lontano dalle fasce più deboli della popolazione mondiale; i responsabili sono quindi i banchieri, colpevoli di aver ideato e alimentato un meccanismo finanziario che sta distruggendo e impoverendo la società e i politici che, invece di tentare di porre rimedio al problema, soccorrono il sistema applicando tagli ai budget statali. Tutto ciò perdendo di vista il vero obettivo della politica: salvaguardare la dignità umana. "Non siamo mercanzia in mano di banchieri e politici" è quindi il grido disperato ed indignato.
Da ciò l'invito a non fare distinzioni fra politici: centrodestra e centrosinistra faranno comunque gli interessi del sistema e non prongono visioni del mondo alternative. Questo sistema quindi è falsamente democratico: la richiesta è quella di "Democrazia reale ora".

Ma il movimento non si ferma qui e fa un passo in avanti: non si pone in una semplice posizione di critica al sistema, ma diventa promotore attivo della democrazia reale che chiede. Da ciò la decisione di organizzare assemblee o presidi permanenti dando vita così a delle agorà moderne. Ci si vede in piazza ad orari prestabiliti, si analizzano i problemi e si trovano le soluzioni, per chi è assente i verbali sono pubblicati su internet e diventano liberamente consultabili; si fa politica tutti insieme, rovesciando, tra l'altro, il paradigma che partecipare e attivarsi è noioso.

Abbiamo avuto modo di parlare con Franco e Mauro, rispettivamente attivi nei gruppi IR di Milano e Roma. Franco spiega che sono circa 40 le città in cui IR ha un gruppo e già a Roma, Milano e Bologna le assemblee si tengono con una certa frequenza (1-3 volte alla settimana). Ma il metodo delle assemblee in piazza funziona? Franco e Mauro danno una risposta abbastanza positiva: entrambi i gruppi, grazie a questa pratica, hanno lentamente visto crescere i partecipanti raggiungendo in alcuni casi anche 200/300 persone (a Roma tutto ciò ha creato non pochi problemi con la digos). Bologna rappresenta la punta di diamante in termini di partecipazione.
Come funzionano le assemblee? Tutti sono liberi di far parte e proporre temi e le proprie idee che una volta esposte vengono votate. Non ci sono leader, solo referenti e portavoce che vengono continuamente cambiati per consentire un'ampia rotazione dei ruoli. Le assemblee (che Mauro ha paragonato a dei moderni soviet) possono decidere di dar vita a delle commissioni che si occupano di questioni più precise: a Roma la Commissione Lavoro contatta e incontra lavoratori, cassaintegrati e disoccupati e li rende partecipi alle assemblee per tentare di trovare delle soluzioni pratiche ai loro problemi.

Quali sono le prossime mobilitazioni chiave? Il 15 Ottobre, a sei mesi dagli enormi presidi permanenti avvenuti in Spagna, si terrà quella che su twitter è stata ribattezzata #worldrevolution: tutte le capitali del mondo saranno protagoniste di manifestazioni "indignate". Intanto il 29 Luglio, da Puerta del Sol a Madrid, migliaia di manifestanti hanno dato il via ad una grande marcia che l'8 Ottobre arriverà a Bruxelles e organizzerà una grande mobilitazione sotto il Parlamento Europeo in occasione del 15 Ottobre. In Francia la marcia verso Bruxelles è partita da Tolosa, e passerà per Parigi il 17 Settembre. Iniziative simili e delegazioni di indignados partiranno verso la capitale belga da tutta l'Europa.

Il 15 Ottobre si candida a diventare una mobilitazione di massa globale, seconda in ordine di tempo, soltanto ai cortei pacifisti contro la guerra in Iraq nel 2003. Ma la tematica tirata in ballo in questo caso è volutamente più ampia e generale: come spiega Mauro "è un momento storico: tanti fattori confluiscono insieme... [si mobilitano, ndr] i "compagni" perchè attratti dalle assemblee, gli ambientalisti, i gandhiani, i "fricchettoni"... e poi i lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti, tutti uniti da una certezza: questo capitalismo ha rotto er cazzo".

Agatino La Rosa

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