Speciale: Allarme sicurezza nell'Università di Catania


Quando nel 2008 venne sequestrato l'edificio 2 della facoltà di Farmacia ed iniziò l'indagine su morti e tumori sospetti, tutti rimasero stupiti dal fatto che nessuno aveva avuto il coraggio di parlare e denunciare l'insicurezza dei locali dell'Ateneo. Da oggi il Movimento Studentesco Catanese esce dal silenzio e pubblica agghiaccianti informazioni sulla sicurezza nell'Università di Catania, con la speranza che si intervenga per mettere, da subito, fine a nuovi potenziali “Casi Farmacia”.

Durante l'ultimo anno il Movimento Studentesco Catanese ha avuto modo di incontrare gli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) dell'Ateneo.
Grazie a questi incontri abbiamo avuto modo di “indagare” sulla sicurezza degli edifici dell'Università di Catania.
L'intenzione iniziale era quella di comprendere il reale stato degli immobili della nostra Università. Anche se nei mesi precedenti agli incontri avevamo ipotizzato che ci fossero problemi, mai però avremmo potuto pensare di imbatterci in una situazione simile e mai avremmo potuto pensare di arrivare a diffondere informazioni e documenti di tale gravità.
Da poco meno di un anno ci siamo quindi occupati di gestire una mole incredibile di informazioni tra loro collegate e spesso “ingarbugliate” tali da impegnarci in ulteriori indagini per diversi mesi fino ad oggi. E non ci siamo limitati solo a sviluppare le informazioni ricevute dagli incontri con gli RLS: abbiamo deciso di approfondire altre questioni raccogliendo documenti e incontrando dirigenti e dipendenti dell'Ateneo.
Nonostante le possibili “ripercussioni” a cui individualmente (e come gruppo) ci stiamo esponendo, abbiamo deciso che tutto ciò non può rimanere nascosto da un omertoso silenzio; d'altronde siamo convinti che se vogliamo cambiare la realtà in cui siamo quotidianamente coinvolti, è proprio con essa che dobbiamo confrontarci e, se necessario, scontrarci.
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