Caso Farmacia. Si profila l’omicidio colposo per gli imputati

Dopo lunghi mesi di assordante silenzio, lo scandalo della facoltà di Farmacia torna al centro dell'attenzione pubblica. Ieri, giorno 1 luglio, si è svolta presso la libreria Tertulia una conferenza stampa, organizzata dai familiari delle vittime, per tornare a parlare di un caso che ha per protagonisti docenti, giovani ricercatori e studenti.
La vicenda della "facoltà dei veleni" risale al novembre del 2008, quando l'intero edificio 2 della Cittadella universitaria viene sottoposto a sequestro giudiziario. Un fatto di per sè incredibile, forse il primo in Italia. I sigilli vengono apposti perchè il sito in cui si trova la facoltà sarebbe altamente inquinato a causa dell'usanza, protrattasi negli anni, di sversare nei lavandini della facoltà prodotti di scarto degli esperimenti di laboratorio che, accumulandosi nel sottosuolo, avrebbero creato una situazione di potenziale pericolosità per l'incolumità delle persone. Le pesanti accuse sono di disastro ambientale e gestione abusiva di discarica e coinvolgono i vertici dell'ateneo e della facoltà: in tutto nove persone indagate, compreso l'allora rettore Latteri e l'attuale preside di Farmacia Ronsisvalle.

Nel 2009 si svolge l'incidente probatorio la cui perizia, effettuata da tre professori universitari di Torino, conferma l'inquinamento del sottosuolo di Farmacia con presenza di sostanze chimiche altamente pericolose (mercurio innanzitutto) in concentrazioni riscontrabili nei siti industriali. Ma c'è di più, perchè la perizia parla anche di un altro fatto, forse più grave, ovvero la sottovalutazione del rischio chimico da parte degli organi di controllo preposti dall'università che, in un luogo in cui si utilizzano sostanze pericolose e nocive, avrebbero dovuto conferire un livello non "moderato", come sciaguratamente è avvenuto, ma "medio-alto". Tutto ciò, come scrivono i periti, ha comportato la cessazione della sorveglianza sanitaria e la non adozione di misure di prevenzione e protezione che avrebbero invece consentito di prevenire molte delle patologie che sono poi state riscontrate. In pratica i vertici dell'università e gli addetti alla sicurezza sapevano del forte rischio che si correva facendo ricerca in quei laboratori ma non hanno fatto nulla per porre rimedio. Al danno, poi, si aggiunge la beffa poichè la commissione permanente per la sicurezza istituita dalla facoltà di Farmacia, i cui componenti sono tutti indagati, è costituita da professori dell'ambito chimico-farmaceutico, ben consapevoli degli effetti nefasti procurati da certe sostanze chimiche quando non manovrate con le dovute cautele.
L'avvocato Terranova, durante la conferenza stampa, ha annunciato che giorno 8 luglio si svolgerà l'udienza preliminare nella quale è prevista la costituzione di parte civile delle famiglie ed ha inoltre affermato che il pm Setola è determinato a chiedere l'incidente probatorio nell'ambito di un procedimento nel quale viene ipotizzato il reato di omicidio colposo plurimo aggravato per gli imputati. Un'accusa gravissima che avrà luogo se l'incidente probatorio accerterà il nesso fra l'inquinamento ambientale dei locali della facoltà e le numerose malattie tumorali accertate.

Santi Terranova, avvocato.
Intervento introduttivo

Santi Terranova, avvocato. 
Secondo intervento

Maria Lopes, madre di Agata Annino

Prof. Bousquet, ex direttore di dipartimento

Francesco Marino

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