
Il 25 maggio 2012 il Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Catania, un CdA interamente nominato dal Rettore, Prof. Antonino Recca e ancora privo di rappresentanza studentesca, ha approvato “la disciplina relativa alla procedura relativa alla concessione degli spazi e dei locali dell'Ateneo, nonché il tariffario delle suddette concessioni” con la giustificazione di “tutelare l'integrità del patrimonio immobiliare dell’Ateneo”. Un primo assaggio di cosa comporti tale disposizione lo hanno avuto le ragazze ed i ragazzi di Ingegneria Fuori Campo, invitati a pagare 300 euro per un semplice banchetto informativo da tenere nel cortile della Facoltà.
Chiunque ha sempre usufruito degli spazi universitari liberamente. Presentazioni di libri, dibattiti, assemblee, incontri pubblici, momenti musicali e culturali (oltre ai semplici banchetti) hanno sempre animato la vita universitaria rendendo l’Ateneo il catalizzatore principale del fermento culturale cittadino, regionale e nazionale.
L’amministrazione dell’Ateneo ha deciso di cambiare: dal 25 maggio nessuno è più libero di organizzare gratuitamente iniziative nei locali dell’Università. Nè la presentazione di un libro, né un incontro pubblico e nemmeno un banchetto informativo. “Per ottenere l'autorizzazione
all'utilizzo dei locali e/o spazi universitari, i soggetti interessati dovranno presentare formale
richiesta al direttore amministrativo” e “in particolare, la richiesta dovrà essere presentata, per ogni singola concessione, almeno due mesi prima della data prevista per lo svolgimento dell'evento”. Ma sono i costi che danno la misura dell’ingiustizia, dell’assurdità e della gravità delle disposizioni dell’Università di Catania: un’iniziativa di mezza giornata all’auditorium dell’ex monastero dei Benedettini costerà 500 euro, 700 se in giorno festivo, 1000 se in orario serale. Il chiostro del monastero può arrivare a costare 2000 euro se l’iniziativa dovesse svolgersi di sera, lo stesso prezzo per l’Orto Botanico. Se invece ci si vuole accontentare di un’aula da meno di 50 posti allora si va dai 250 ai 500 euro. Solo nel caso in cui le concessioni “saranno richieste da personale dell'Ateneo, per iniziative direttamente rientranti tra le attività istituzionali dell'Ateneo, e non comportanti alcun costo aggiuntivo per l'amministrazione, lo spazio o il locale richiesto potrà essere concesso gratuitamente al richiedente”. In sostanza nessuno studente potrà ottenere gratuitamente la concessione di spazi. Come nessuna iniziativa che non rientra tra le attività istituzionali dell’Ateneo potrà trovare gratuita ospitalità nei locali universitari.
Le disposizioni approvate dall’Ateneo costituiscono il più cruento attacco al carattere pubblico dell’Università, al suo carattere democratico ed al suo ruolo di libero polo culturale. Chiedere di pagare per organizzare attività culturali nei locali dell’Università non solo è liberticida ma rischia di svilire ancora di più il ruolo sociale dell’Istituzione accademica. Sancire che a pagare debbano essere anche gli studenti sancisce un attacco mortale alla democrazia. Si dovrà pagare per un banchetto informativo, per un’assemblea e per qualsiasi momento di discussione promosso dal basso dagli studenti. Studenti che già finanziano abbondantemente l’Ateneo attraverso le loro tasse.L’Università è, o dovrebbe essere, il luogo della libera condivisione dei saperi, della libera discussione e della libera iniziativa, istituire un “tariffario” significa non solo distruggere tutto ciò, ma eliminare anche il principale motivo d’esistere dell’Università stessa.
Il Movimento Studentesco Catanese si fa promotore di un appello indirizzato a tutta la comunità accademica catanese, agli organi superiori dell’Università di Catania, al Direttore Amministrativo ed al Rettore affinché venga immediatamente ritirato il tariffario e l’università torni ad essere bene comune.
Chiediamo di sottoscrivere l’appello a tutte le realtà cittadine che hanno sempre organizzato iniziative di qualsiasi tipo all’interno dell’Ateneo, alle realtà regionali e nazionali che nella decisione dell’Ateneo catanese vedono un rischioso precedente per la libertà nelle Università pubbliche italiane, a tutti i singoli che bene conoscono il ruolo fondamentale dell’Università come strumento per la crescita culturale e democratica del Paese.
Un appello che chiede l’immediato ritiro del provvedimento dell’Università di Catania, affinchè la libertà all’interno dell’Ateneo venga ristabilita.
Per firmare: unictlibera@movimentostudentesco.org
Per leggere l'appello: www.movimentostudentesco.org/unictlibera
Aggiornamento: Conferenza stampa venerdì 8 giugno
Quello che noi abbiamo è quello che ci siamo presi e quello che ci siamo presi è solo una piccola parte di quello di cui abbiamo bisogno.
Vergognoso! Ci stiamo facendo mercificare senza alzare nemmeno un dito, che schifo. Il Rettorato fa quello che cazzo vuole e gli studenti se ne stanno fottendo...questo schifo deve finire! Sottoscrivo Andrea Alba: DOBBIAMO MONTARE UN BORDELLO ALLUCINANTE! Che infamia...
Pienamente d'accordo con Andrea Alba: occorre montare un bordello! Non si può accettare un provvedimento del genere che lede qualunque libera iniziativa in nome di una falsa preoccupazione! Questo è uno schifo, una vergogna che non può assolutamente essere accettata e alla quale occorre reagire prontamente e in maniera decisa!
E' un attacco insensato e infame che finirà per congelare l'attività che si svolge in questo ateneo e a renderlo sempre meno interessante per chi si vuole iscrivere all'università.
Il problema è che in questa fase i nostri cari studenti, già fatalisti e difficili per natura, non muoveranno un dito per questa storia, visti gli esami imminenti.
Bisogna chiedersi quale sia la strategia migliore, perché, quali membri di una minoranza pensante, non possiamo aspettarci di avere un impatto sull'opinione pubblica. Credo che questa gente rimarrebbe insensibile pure a un monaco che si brucia vivo.
DOBBIAMO MONTARE UN BORDELLO,
DOBBIAMO MONTARE UN BORDELLO, PROPONGO DI LIBERARE AULE NELLE UNIVERSITA', DI RIPRENDERCI I NOSTRI SPAZI, LE NOSTRE GARANZIE, QUELLO CHE CI VOGLIONO TOGLIERE RISPONDE AD UNA LOGICA FASCISTA ALLA QUALE DOBBIAMO RESISTERE, SENZA ELEMOSINARE NIENTE. RESISTERE SIGNIFICHERA' PRENDERCI PIU' DI QUELLO CHE C'HANNO TOLTO... DA DOMANI DIMOSTRIAMO A CHI APPARTENGONO DAVVERO LE UNIVERSITA', I LUOGHI DEL SAPERE E DELL'AGGREGAZIONE.
RESISTERE, ATTACCARE, RIVENDICARE
L'UNIVERSITA' NON E' UN MERCATO FUORI RECCA DAL RETTORATO